Home > Contributi
Ma dove c***o l'avete presa? Via Zamboni, zona lucciole al palo?
Lucia
2007
|
[199] ...contributi successivi...
|
Depeche Mode - "Playing The Angel" - The new album
05/07/2005 18:13,
[194.185.151.99]
I Depeche Mode hanno annunciato il titolo del prossimo album in uscita ad
Ottobre 2005. Il titolo sarà "Playing The Angel".
Ecco alcuni titoli dei brani:
- Precious
- Sinner in Me
- Suffer Well
- John the Revelator
- Macrovision
- A Pain That I Used To Be
- I Want It All
Ottobre 2005. Il titolo sarà "Playing The Angel".
Ecco alcuni titoli dei brani:
- Precious
- Sinner in Me
- Suffer Well
- John the Revelator
- Macrovision
- A Pain That I Used To Be
- I Want It All
RE: Depeche Mode - "Playing The Angel" - The new album, Risposta a #5432
24/07/2005 14:14,
[84.222.5.188]
Nel contributo #5432 Eric ha scritto:
I Depeche Mode hanno annunciato il titolo del prossimo album in uscita ad
Ottobre 2005. Il titolo sarà "Playing The Angel".
Ecco alcuni titoli dei brani:
- Precious
- Sinner in Me
- Suffer Well
- John the Revelator
- Macrovision
- A Pain That I Used To Be
- I Want It All
Era ora...sono 4 anni che ci mancano!!
Depeche never die!!!
Evviva il dark!
RE: Depeche Mode - "Playing The Angel" - The new album, Risposta a #5672
12/08/2005 22:27,
[82.54.216.117]
hai proprio ragione....ai tempi del devotional almeno le date erano tre....tra cui anche firenze...la mia citta'...con ultra le date si sono ridotte a due,bologna e milano e adesso una soltanto....e vabbe'...ci troveremo tutti li'....
Francy mode
[/quote]
Francy mode
[/quote]
sabato 22/04/2023
Stigmata Concerto Los Lunares @ Garage Sala Prove (Izano, CR)
Dal novembre del 2004 stigmata celebra una storia anni '80: quella della darkwave - con tutte le sue sfumature, dal grigio al nero profondo
innanzitutto - una stigmata con il restyling che speriamo piacerà
- sul palco, i los lunares - una superband tributo alla new wave in acustico, con alla voce il fantastico stefano luna (scary monsters ltd.)!
- avremo in consolle due storici dj del dark milanese (hysterica, taxi, shelter club): tannox & rené (sp. guest maks)!
- Saremo onorati di ospitare un nuovo brand!!
#ALLHEADS_CAPSULE - Linea di abbigliamento e accessori, creata dal team dell'associazione CREMA LIVE HEART, ispirata alla Mostra dell'Artista MICHELA GROSSI T-shirt, canottiere, magliette corte (cropped T-Shirt), orecchini, portachiavi ecc
"L'arte che si trasforma, prende vita e - viene indossata"
- AI COCKTAILS, PROPRIO COME NEL LONTANO 2004, COME SEMPRE E PER SEMPRE - LA STUPENDA FILO (+MAKS)!!!
- AD ACCOGLIERVI - ELENA!!!
LOS LUNARES
- https://www.facebook.com/LosLunares80
I Los Lunares sono: stefano luna, dario arena, stefano stranges, francesco zanni special guest tonight - miriam -
- RENé+TANNOX+sp. guest MAKS
- #ALLHEADS_CAPSULE
https://www.instagram.com/allheads_capsule
Drinks di qualità top
- INGRESSO/contributo Evento 7€ STICKER OMAGGIO!
Posteggio Libero di fronte al Locale
- STIGMATA c/o GARAGE - Via Dossi, 9 Izano (CR)
[a 2Km. da Crema]
- STIGMATATM è un Progetto di Stefano Trotta & Massimo Garghentini
innanzitutto - una stigmata con il restyling che speriamo piacerà
- sul palco, i los lunares - una superband tributo alla new wave in acustico, con alla voce il fantastico stefano luna (scary monsters ltd.)!
- avremo in consolle due storici dj del dark milanese (hysterica, taxi, shelter club): tannox & rené (sp. guest maks)!
- Saremo onorati di ospitare un nuovo brand!!
#ALLHEADS_CAPSULE - Linea di abbigliamento e accessori, creata dal team dell'associazione CREMA LIVE HEART, ispirata alla Mostra dell'Artista MICHELA GROSSI T-shirt, canottiere, magliette corte (cropped T-Shirt), orecchini, portachiavi ecc
"L'arte che si trasforma, prende vita e - viene indossata"
- AI COCKTAILS, PROPRIO COME NEL LONTANO 2004, COME SEMPRE E PER SEMPRE - LA STUPENDA FILO (+MAKS)!!!
- AD ACCOGLIERVI - ELENA!!!
LOS LUNARES
- https://www.facebook.com/LosLunares80
I Los Lunares sono: stefano luna, dario arena, stefano stranges, francesco zanni special guest tonight - miriam -
- RENé+TANNOX+sp. guest MAKS
- #ALLHEADS_CAPSULE
https://www.instagram.com/allheads_capsule
Drinks di qualità top
- INGRESSO/contributo Evento 7€ STICKER OMAGGIO!
Posteggio Libero di fronte al Locale
- STIGMATA c/o GARAGE - Via Dossi, 9 Izano (CR)
[a 2Km. da Crema]
- STIGMATATM è un Progetto di Stefano Trotta & Massimo Garghentini
Evento inserito il 05/04/2023, ultimo aggiornamento del 06/04/2023 (rate:4.35)
Revolting Cocks (uk)
keywords:
https://www.facebook.com/therevoltingcocks/
https://ministryband.com/revco
https://open.spotify.com/artist/7vCJSBATlld5vDKTH87tpG
https://youtube.com/channel/UCwNwd7Kj2bhIon7ZvXj-cVQ
https://ministryband.com/revco
https://open.spotify.com/artist/7vCJSBATlld5vDKTH87tpG
https://youtube.com/channel/UCwNwd7Kj2bhIon7ZvXj-cVQ
Risorsa inserita il 12/04/2005, ultimo aggiornamento del 14/04/2023 (rate:1.59)
Biografia
12/04/2005 10:35,
[81.174.7.240]
Da un comunicato stampa:
(ex Burning Gates, Revolution by Night)
I Voices of Masada nascono da una lunga collaborazione tra i chitarristi e amici di lunga data Rob Leydon e Eddie Martin, che però non ha mai raggiunto la forma di una band vera e propria (Eddie prima faceva parte del gruppo inglese Revolution by Night), o per lo meno non fino a 3 anni fa… Nel frattempo, nel 2000 Eddie conosce Danny (Daniele)Tartaglia, all’epoca bassista dei torinesi Burning Gates, mentre questi si trovano in tour in Inghilterra. I due si tengono in contatto e 2 anni dopo le loro strade saranno destinate ad incrociarsi nuovamente: i Burning Gates si sciolgono e Danny si è nel frattempo trasferito a Londra, ed Eddie gli chiede di unirsi a lui e Rob in un nuovo gruppo musicale; è aprile del 2002 e nascono così i Voices of Masada. All’inizio Eddie avrebbe dovuto cantare, ma dopo l’estate, per consentirgli di concentrarsi di più sulla chitarra, la band decide di cercare un cantante, e la scelta cade su Raymon Shah, il quale entra a far parte della formazione in ottobre. I mesi seguenti sono impiegati nel perfezionamento del materiale esistente e nella composizione di nuovi brani. A maggio 2003 i Voices of Masada pubblicano il loro primo EP, di tre brani e dal titolo “Prelude”, e subito dopo cominciano ad esibirsi dal vivo. Il resto dell’anno è dedicato quasi interamente agli spettacoli dal vivo in tutto il Regno unito ed in dicembre il gruppo debutta anche all’estero, in Italia (a Prato).
Nella primavera del 2004 la band torna in studio per registrare il primo album, alternando le sessioni di registrazione all’attività live, che prosegue in tutta l’Inghilterra. L’album, dal titolo “Four Corners” e contenente 8 brani, esce finalmente a ottobre 2004 ed è distribuito in tutto il mondo da Strobelight e Resurrection records. In quest’anno, i Voices of Masada si esibiscono inoltre con successo al Gotham di Londra e al Carnival of Souls a Derby, e in molti altri luoghi in tutto il Regno unito.
Il 2005 sarà principalmente dedicato alla promozione dell’album; le prime – molto positive – recensioni, articoli ed interviste appaiono sulla stampa specializzata di diversi paesi europei (Meltdown nel Regno unito, Zillo, Orkus e Sonic Seducer in Germania, Ascension Magazine in Italia, tra gli altri) ed il gruppo torna in Italia ed è invitata a suonare al festival austriaco Judgement Day, alla fine di aprile. Ulteriori concerti, sia in Inghilterra che nel resto d’Europa, sono in fase di preparazione e saranno confermati a breve. Per informazioni, merchandise, offerte di concerti etc. visitare il sito
(ex Burning Gates, Revolution by Night)
I Voices of Masada nascono da una lunga collaborazione tra i chitarristi e amici di lunga data Rob Leydon e Eddie Martin, che però non ha mai raggiunto la forma di una band vera e propria (Eddie prima faceva parte del gruppo inglese Revolution by Night), o per lo meno non fino a 3 anni fa… Nel frattempo, nel 2000 Eddie conosce Danny (Daniele)Tartaglia, all’epoca bassista dei torinesi Burning Gates, mentre questi si trovano in tour in Inghilterra. I due si tengono in contatto e 2 anni dopo le loro strade saranno destinate ad incrociarsi nuovamente: i Burning Gates si sciolgono e Danny si è nel frattempo trasferito a Londra, ed Eddie gli chiede di unirsi a lui e Rob in un nuovo gruppo musicale; è aprile del 2002 e nascono così i Voices of Masada. All’inizio Eddie avrebbe dovuto cantare, ma dopo l’estate, per consentirgli di concentrarsi di più sulla chitarra, la band decide di cercare un cantante, e la scelta cade su Raymon Shah, il quale entra a far parte della formazione in ottobre. I mesi seguenti sono impiegati nel perfezionamento del materiale esistente e nella composizione di nuovi brani. A maggio 2003 i Voices of Masada pubblicano il loro primo EP, di tre brani e dal titolo “Prelude”, e subito dopo cominciano ad esibirsi dal vivo. Il resto dell’anno è dedicato quasi interamente agli spettacoli dal vivo in tutto il Regno unito ed in dicembre il gruppo debutta anche all’estero, in Italia (a Prato).
Nella primavera del 2004 la band torna in studio per registrare il primo album, alternando le sessioni di registrazione all’attività live, che prosegue in tutta l’Inghilterra. L’album, dal titolo “Four Corners” e contenente 8 brani, esce finalmente a ottobre 2004 ed è distribuito in tutto il mondo da Strobelight e Resurrection records. In quest’anno, i Voices of Masada si esibiscono inoltre con successo al Gotham di Londra e al Carnival of Souls a Derby, e in molti altri luoghi in tutto il Regno unito.
Il 2005 sarà principalmente dedicato alla promozione dell’album; le prime – molto positive – recensioni, articoli ed interviste appaiono sulla stampa specializzata di diversi paesi europei (Meltdown nel Regno unito, Zillo, Orkus e Sonic Seducer in Germania, Ascension Magazine in Italia, tra gli altri) ed il gruppo torna in Italia ed è invitata a suonare al festival austriaco Judgement Day, alla fine di aprile. Ulteriori concerti, sia in Inghilterra che nel resto d’Europa, sono in fase di preparazione e saranno confermati a breve. Per informazioni, merchandise, offerte di concerti etc. visitare il sito
Comunicato stampa per presentazione gruppo
08/03/2004 10:36,
[81.174.2.90]
Attivi discograficamente dal 1984 e autori di album capolavoro come 'Clan Of Xymox', 'Medusa', 'Twist Of Shadows', Ronny Moorings, Mojca e soci sono recentemene tornati sulle scene con 'Farewell' (Pandaimonium/Audioglobe), album che conferma ancora una volta il classico marchio di fabbrica COX, ovvero una sintesi di gothic, new wave, synth pop, electro e new romantic.
La voce marmorea e le tastiere atmosferiche di Ronny, unitamente alle linee di basso essenziali di Mojca, disegnano le atmosfere di questa nuova avventura.
Come al solito verranno riproposti i classici brani della loro produzione anni '80, insieme ad una selezione della parentesi Xymox e del recente passato.
L'attuale line-up comprende due nuovi membri, compreso un musicista italiano che vive da otto anni ad Amsterdam:
Ronny voice, guitars
Mojca bass, synth, backing vocals
Lilah synth
Mario guitars
La voce marmorea e le tastiere atmosferiche di Ronny, unitamente alle linee di basso essenziali di Mojca, disegnano le atmosfere di questa nuova avventura.
Come al solito verranno riproposti i classici brani della loro produzione anni '80, insieme ad una selezione della parentesi Xymox e del recente passato.
L'attuale line-up comprende due nuovi membri, compreso un musicista italiano che vive da otto anni ad Amsterdam:
Ronny voice, guitars
Mojca bass, synth, backing vocals
Lilah synth
Mario guitars
Cambio URL sito XP8
23/02/2004 18:19,
[80.181.221.238]
Salve, volevo comunicarvi che il nuovo URL del sito del mio gruppo è www.xp8.org
Grazie ancora per averci listato!
Grazie ancora per averci listato!
Biografia
01/04/2008 19:53,
[78.134.12.235]
Da un comunicato stampa:
Tra i pioneri del punk insieme a Sex Pistols e Stranglers, ma prima dei Clash.
Hanno influenzato il primo punk inglese e la scena post punk di Joy Division, Bauhaus e Siouxsie and the Banshees.
Gli WIRE furono tra le prime band a traghettare il punk verso i confini del noise e dell’alternative e ad aprirsi all’uso dei synth.
Colin Newman (canto, tastiere), Bruce Gilbert (chitarra), Graham Lewis (basso) e Robert Gotobed (batteria) erano tutti stati all'art school, ma non avevano alcuna istruzione musicale. Formarono i Wire nella Londra del 1977, all'apice del fenomeno punk.
Fin dal primo singolo, Mannequin (Harvest), era chiaro che il loro sound conservava del punk-rock soltanto la concisione, e un pizzico dell'isteria. Ma il gruppo aveva poco in comune con le arringhe nichiliste dei Sex Pistols; semmai era affascinato dagli esperimenti di "decostruzione" portati avanti da Brian Eno e dall'estetica "alternative" dei Velvet Underground.
Uscito a novembre, l'album Pink Flag (Harvest, 1977) lascio` a bocca aperta i punk di mezzo mondo: erano si` brevi e frenetici canzoni punk-rock (ben ventuno), ma ciascuno aveva qualcosa che ne stravolgeva il suono. Non erano i soliti "ramalama" isterici, erano arditi esperimenti armonici. L'attacco martellante di 12xU faceva pensare al punkrock, ma il ritmo si spezzava subito in una cadenza da musichall; la frenesia davvero thrash di Mr Suit, con tanto di ringhi e schitarrate, sfoggiava pero` un piglio demenziale alla Devo. Il talento pop dei ragazzi veniva alla ribalta in Ex Lion Tamer (con qualche inflessione di David Bowie) e Feeling Called Love (con il riff rubato a Wild Thing dei Troggs), degne dei complessi di Sixties revival. I Wire indulgevano persino in qualche boogie d'alta classe, quello languido e decadente alla Velvet Underground di Strange quello cingolato e abrasivo alla T.Rex di Reuters e quello marziale voodoobilly iperdistorto alla Cramps di Pink Flag. Pink Flag e` anche un campionario di possibili incompiuti, miniature come It's So Obvious. La musica sardonica, velenosa, dissonante, esaltata dai vocalizzi psicotici di Newman, dal basso abulico di Lewis e dal chitarrismo nevrotico di Bruce Gilbert, di questo disco costitui` un fatto rivoluzionario per l'epoca.
L'influenza di Brian Eno balzo` in primo piano l'anno dopo con il singolo I Am The Fly (febbraio 1978) e la sua cantilena tragicomica a ritmo di pressa. L'etereo vortice melodico alla Barrett di Dot Dash (giugno) confermo` la svolta.
L'album Chairs Missing (Harvest, 1978), sul quale compare anche il sintetizzatore, getto` definitivamente la maschera, presentando un quartetto di sperimentatori, a cui andava aggiunto il produttore Mike Thorne, il George Martin della situazione. Il sound surreal-decadente, gelidamente elettronico, aveva saltato a pie` pari il punk-rock, riallacciandosi semmai agli Ultravox. Practice Makes Perfect, con il suo battito marziale da cabaret "brechtiano", e il delirio libero di I Feel Mysterious Today appartengono piu` alla psicanalisi che al rock. La lugubre cantilena di Marooned e il punkrock sconnesso di Sand In My Joints sono ambientate in scenari horror di sinistre apocalissi tecnologiche.
Il nuovo corso tocco` un provvisorio vertice con la soave melodia di Outdoor Miner (gennaio 1979), doppiata da quella lievemente psicotica di A Question Of Degree (luglio).
La progressione culmino` con il terzo album, 154 (Automatic, 1979), Uno dei capolavori dell'epoca, un lavoro estremamente cupo sul quale gli arrangiamenti di Thorne (che non lesina viola, flauto e corno, oltre alle tastiere elettroniche) e il canto terrorizzato di Newman fanno la parte del leone.
Nelle sue architetture geometricamente minimali convergono e si compenetrano le diverse maniere che sono alle radici del loro sound. Il bozzetto psichedelico di Syd Barrett viene immerso nel clima claustrofobico di Map Ref 41 N 93 W e si dilata a dismisura nella suspence spasmodica di A Mutual Friend; muta in litania d'oltretomba, si imbeve di nevrosi industriale, annulla lo slancio emotivo. Newman prosegue i suoi esperimenti sui ritmi incalzanti con Two People In A Room, una sorta di rockabilly per androidi, e Once Is Enough, un funk condito da rumori industriali. I pastelli elettro-melodici di Eno sono il modello per la filastrocca frenetica di On Returning e per The 15th, la melodia piu` ariosa del disco, sempre collocate in scenografie sonore da incubo.
Lewis contende a Newman la palma di autore. Sue sono le composizioni piu` tetre: odi tenebrose in cui si ripetono i cerimoniali spettrali di John Cale e Jim Morrison (Single K.O.), lamenti funerei e marziali mormorati in trance (I Should Have Known Better), recitazioni fra cori di morti e dissonanze elettroniche (Other Window) e su tutto la lunga, opprimente agonia di A Touching Display, con un sottofondo di rumori marziani a ritmo di raga.
E` un affresco potente e geniale dell'alienazione e dell'angoscia nell'era delle macchine, in cui il gruppo dimostra un talento da drammaturgo nell'interiorizzare la paura. Con questo album i Wire portarono a compimento la transizione storica dall'anthem di punkrock, sottoproletario e naturalista, alla canzone postpunk, intellettuale e modernista.
La carriera della band è continuata fino ad oggi con l’uscita di album sempre all’altezza, come testimonia il loro ultimo EP ‘Read and Burn 03’ .
Tra i pioneri del punk insieme a Sex Pistols e Stranglers, ma prima dei Clash.
Hanno influenzato il primo punk inglese e la scena post punk di Joy Division, Bauhaus e Siouxsie and the Banshees.
Gli WIRE furono tra le prime band a traghettare il punk verso i confini del noise e dell’alternative e ad aprirsi all’uso dei synth.
Colin Newman (canto, tastiere), Bruce Gilbert (chitarra), Graham Lewis (basso) e Robert Gotobed (batteria) erano tutti stati all'art school, ma non avevano alcuna istruzione musicale. Formarono i Wire nella Londra del 1977, all'apice del fenomeno punk.
Fin dal primo singolo, Mannequin (Harvest), era chiaro che il loro sound conservava del punk-rock soltanto la concisione, e un pizzico dell'isteria. Ma il gruppo aveva poco in comune con le arringhe nichiliste dei Sex Pistols; semmai era affascinato dagli esperimenti di "decostruzione" portati avanti da Brian Eno e dall'estetica "alternative" dei Velvet Underground.
Uscito a novembre, l'album Pink Flag (Harvest, 1977) lascio` a bocca aperta i punk di mezzo mondo: erano si` brevi e frenetici canzoni punk-rock (ben ventuno), ma ciascuno aveva qualcosa che ne stravolgeva il suono. Non erano i soliti "ramalama" isterici, erano arditi esperimenti armonici. L'attacco martellante di 12xU faceva pensare al punkrock, ma il ritmo si spezzava subito in una cadenza da musichall; la frenesia davvero thrash di Mr Suit, con tanto di ringhi e schitarrate, sfoggiava pero` un piglio demenziale alla Devo. Il talento pop dei ragazzi veniva alla ribalta in Ex Lion Tamer (con qualche inflessione di David Bowie) e Feeling Called Love (con il riff rubato a Wild Thing dei Troggs), degne dei complessi di Sixties revival. I Wire indulgevano persino in qualche boogie d'alta classe, quello languido e decadente alla Velvet Underground di Strange quello cingolato e abrasivo alla T.Rex di Reuters e quello marziale voodoobilly iperdistorto alla Cramps di Pink Flag. Pink Flag e` anche un campionario di possibili incompiuti, miniature come It's So Obvious. La musica sardonica, velenosa, dissonante, esaltata dai vocalizzi psicotici di Newman, dal basso abulico di Lewis e dal chitarrismo nevrotico di Bruce Gilbert, di questo disco costitui` un fatto rivoluzionario per l'epoca.
L'influenza di Brian Eno balzo` in primo piano l'anno dopo con il singolo I Am The Fly (febbraio 1978) e la sua cantilena tragicomica a ritmo di pressa. L'etereo vortice melodico alla Barrett di Dot Dash (giugno) confermo` la svolta.
L'album Chairs Missing (Harvest, 1978), sul quale compare anche il sintetizzatore, getto` definitivamente la maschera, presentando un quartetto di sperimentatori, a cui andava aggiunto il produttore Mike Thorne, il George Martin della situazione. Il sound surreal-decadente, gelidamente elettronico, aveva saltato a pie` pari il punk-rock, riallacciandosi semmai agli Ultravox. Practice Makes Perfect, con il suo battito marziale da cabaret "brechtiano", e il delirio libero di I Feel Mysterious Today appartengono piu` alla psicanalisi che al rock. La lugubre cantilena di Marooned e il punkrock sconnesso di Sand In My Joints sono ambientate in scenari horror di sinistre apocalissi tecnologiche.
Il nuovo corso tocco` un provvisorio vertice con la soave melodia di Outdoor Miner (gennaio 1979), doppiata da quella lievemente psicotica di A Question Of Degree (luglio).
La progressione culmino` con il terzo album, 154 (Automatic, 1979), Uno dei capolavori dell'epoca, un lavoro estremamente cupo sul quale gli arrangiamenti di Thorne (che non lesina viola, flauto e corno, oltre alle tastiere elettroniche) e il canto terrorizzato di Newman fanno la parte del leone.
Nelle sue architetture geometricamente minimali convergono e si compenetrano le diverse maniere che sono alle radici del loro sound. Il bozzetto psichedelico di Syd Barrett viene immerso nel clima claustrofobico di Map Ref 41 N 93 W e si dilata a dismisura nella suspence spasmodica di A Mutual Friend; muta in litania d'oltretomba, si imbeve di nevrosi industriale, annulla lo slancio emotivo. Newman prosegue i suoi esperimenti sui ritmi incalzanti con Two People In A Room, una sorta di rockabilly per androidi, e Once Is Enough, un funk condito da rumori industriali. I pastelli elettro-melodici di Eno sono il modello per la filastrocca frenetica di On Returning e per The 15th, la melodia piu` ariosa del disco, sempre collocate in scenografie sonore da incubo.
Lewis contende a Newman la palma di autore. Sue sono le composizioni piu` tetre: odi tenebrose in cui si ripetono i cerimoniali spettrali di John Cale e Jim Morrison (Single K.O.), lamenti funerei e marziali mormorati in trance (I Should Have Known Better), recitazioni fra cori di morti e dissonanze elettroniche (Other Window) e su tutto la lunga, opprimente agonia di A Touching Display, con un sottofondo di rumori marziani a ritmo di raga.
E` un affresco potente e geniale dell'alienazione e dell'angoscia nell'era delle macchine, in cui il gruppo dimostra un talento da drammaturgo nell'interiorizzare la paura. Con questo album i Wire portarono a compimento la transizione storica dall'anthem di punkrock, sottoproletario e naturalista, alla canzone postpunk, intellettuale e modernista.
La carriera della band è continuata fino ad oggi con l’uscita di album sempre all’altezza, come testimonia il loro ultimo EP ‘Read and Burn 03’ .
Biografia
25/09/2007 10:18,
[81.174.43.221]
Da un comunicato stampa:
Band storica milanese nata nel 1994, ha percorso in questi anni dapprima le strade ritual-esoteriche con il primo demo omonimo (1995), per poi passare al dark-ambient stile Cold Meat Industry con il secondo demo "9.96"(1996), e con il mini-cd "Queen of spades" (2000) hanno toccato infine atmosfere care alla prima 4AD, con inserti industrial-sinfonici. In questi anni hanno partecipato a varie compilation e live in varie città del nord-Italia e Svizzera. Con la line-up rinnovata nel 2006 stanno preparando il nuovo album con sonorità post-punk apocalittiche.
La formazione vede: Nikita (fondatore del gruppo alla voce e synth), Daniele Viola (dal 1998 alla chitarra e seconda voce), Fabio DeGiorgi (dal 2001 al basso) e Giulio Parzino (dal 2006 alla tromba).
Sito: http://www.rosaselvaggia.com/homeva.htm
http://www.myspace.com/vidiaquam
DISCOGRAPHY:
Tapes, Mini-CD, CD:
tape "Vidi Aquam" (L'alternative Dramatique, 1995)
tape "9.96" (L'Alternative Dramatique, 1996)
Mini- CD "Queen of spades" (Rosa Selvaggia Obscure label 2000)
CD-promo "Spades - German Promo" (Rosa Selvaggia Obscure label 2002)
CD-sampler "Apocalisse" (Rosa Selvaggia Obscure label 2002)
CD-EP split "Vidi Aquam /The Unfaithful" (Rosa Selvaggia Obscure label 2006)
EP-mp3 free download "Ombre Sonore" (Bennekea, 2006 http://www.benekkea.net/ )
Video:
video-clip "Lycis" video-zine Coreia (1997)
video-tape VHS "Live at the Rosa Selvaggia Obscure Festival 2002"
CD-compilation:
"Intimations of Immortality vol.5 " (Energeia, 2000)
"Rosa Selvaggia: Atto I°" (Rosa Selvaggia Obscure label, 2000)
"Rosa Selvaggia: Atto II°" (Rosa Selvaggia Obscure label, 2001)
"Rosa Selvaggia: Atto III°" (Rosa Selvaggia Obscure label, 2002)
"Nuova Era Volgare 1.0" (Flashnoise Art mag #4)
"Rosa Selvaggia: Atto IV" (Rosa Selvaggia Obscure label, 2002)
Band storica milanese nata nel 1994, ha percorso in questi anni dapprima le strade ritual-esoteriche con il primo demo omonimo (1995), per poi passare al dark-ambient stile Cold Meat Industry con il secondo demo "9.96"(1996), e con il mini-cd "Queen of spades" (2000) hanno toccato infine atmosfere care alla prima 4AD, con inserti industrial-sinfonici. In questi anni hanno partecipato a varie compilation e live in varie città del nord-Italia e Svizzera. Con la line-up rinnovata nel 2006 stanno preparando il nuovo album con sonorità post-punk apocalittiche.
La formazione vede: Nikita (fondatore del gruppo alla voce e synth), Daniele Viola (dal 1998 alla chitarra e seconda voce), Fabio DeGiorgi (dal 2001 al basso) e Giulio Parzino (dal 2006 alla tromba).
Sito: http://www.rosaselvaggia.com/homeva.htm
http://www.myspace.com/vidiaquam
DISCOGRAPHY:
Tapes, Mini-CD, CD:
tape "Vidi Aquam" (L'alternative Dramatique, 1995)
tape "9.96" (L'Alternative Dramatique, 1996)
Mini- CD "Queen of spades" (Rosa Selvaggia Obscure label 2000)
CD-promo "Spades - German Promo" (Rosa Selvaggia Obscure label 2002)
CD-sampler "Apocalisse" (Rosa Selvaggia Obscure label 2002)
CD-EP split "Vidi Aquam /The Unfaithful" (Rosa Selvaggia Obscure label 2006)
EP-mp3 free download "Ombre Sonore" (Bennekea, 2006 http://www.benekkea.net/ )
Video:
video-clip "Lycis" video-zine Coreia (1997)
video-tape VHS "Live at the Rosa Selvaggia Obscure Festival 2002"
CD-compilation:
"Intimations of Immortality vol.5 " (Energeia, 2000)
"Rosa Selvaggia: Atto I°" (Rosa Selvaggia Obscure label, 2000)
"Rosa Selvaggia: Atto II°" (Rosa Selvaggia Obscure label, 2001)
"Rosa Selvaggia: Atto III°" (Rosa Selvaggia Obscure label, 2002)
"Nuova Era Volgare 1.0" (Flashnoise Art mag #4)
"Rosa Selvaggia: Atto IV" (Rosa Selvaggia Obscure label, 2002)
Biografia
07/06/2006 11:06,
[81.174.40.189]
I Vibrators (Knox Carnochan: voce/chitarra, Pat Collier: basso, John Ellis: chitarra, Eddie: batteria) si sono formati nel ’76, anno in cui esordirono di spalla agli Stranglers e soprattutto suonarono come supporter dei Sex Pistols nel leggendario 100 Club Punk Rock Festival organizzato da Malcolm McLaren.
A novembre pubblicarono il singolo di debutto “We Vibrate”, seguito da “Pogo Dancing”, prodotto da Chris Spedding.
Agli inizi del ’77 la band fece da supporto a Iggy Pop nel tour inglese (quello con David Bowie alle tastiere), poi finalmente il primo album con la Epic, “Pure Mania”, per 5 settimane al numero 49 della UK Top75, preceduto dal singolo “Baby Baby”.
Un secondo singolo dall’album, “London Girls” in versione live, uscì nella primavera del 1977, e nel 1978 i Vibrators fecero la loro apparizione nella mitica trasmissione TOP OF THE POPS, sull’onda del successo del terzo singolo dall’album, “Automatic Lover”.
Dopo vari cambi di formazione e un’altra serie di singoli la band firma nel 1982 per l’Anagram Records l’album “Guilty”. Successive pubblicazioni per la Ram Records con “Alaska 127”, poi con la Carrere col singolo “Baby Blue Eyes”, un elenco che continua fino alla fine degli anni Novanta, confermando la vena di Knox e soci per un’attitudine dissacratoria, parodistica e proto-postpunk, che ha fatto dei Vibrators una vera e propria cult band.
Dopo aver condiviso il palco con personaggi come Iggy Pop e Ian Hunter, dopo essere stati coverizzati da Exploited (con la mitica Troops of Tomorrow), GBH, UK Subs e REM, con questo tour i Vibrators (riformata la line up originale con Knox, Eddie e Pete) celebrano trenta anni di attività, e promuovono il loro ultimo disco "PUNK: THE EARLY YEARS", una raccolta di cover punk rigorosamente '77, a cui tra l’altro hanno collaborato Wayne Kramer (MC5) e Leonard dei Dickies.
A novembre pubblicarono il singolo di debutto “We Vibrate”, seguito da “Pogo Dancing”, prodotto da Chris Spedding.
Agli inizi del ’77 la band fece da supporto a Iggy Pop nel tour inglese (quello con David Bowie alle tastiere), poi finalmente il primo album con la Epic, “Pure Mania”, per 5 settimane al numero 49 della UK Top75, preceduto dal singolo “Baby Baby”.
Un secondo singolo dall’album, “London Girls” in versione live, uscì nella primavera del 1977, e nel 1978 i Vibrators fecero la loro apparizione nella mitica trasmissione TOP OF THE POPS, sull’onda del successo del terzo singolo dall’album, “Automatic Lover”.
Dopo vari cambi di formazione e un’altra serie di singoli la band firma nel 1982 per l’Anagram Records l’album “Guilty”. Successive pubblicazioni per la Ram Records con “Alaska 127”, poi con la Carrere col singolo “Baby Blue Eyes”, un elenco che continua fino alla fine degli anni Novanta, confermando la vena di Knox e soci per un’attitudine dissacratoria, parodistica e proto-postpunk, che ha fatto dei Vibrators una vera e propria cult band.
Dopo aver condiviso il palco con personaggi come Iggy Pop e Ian Hunter, dopo essere stati coverizzati da Exploited (con la mitica Troops of Tomorrow), GBH, UK Subs e REM, con questo tour i Vibrators (riformata la line up originale con Knox, Eddie e Pete) celebrano trenta anni di attività, e promuovono il loro ultimo disco "PUNK: THE EARLY YEARS", una raccolta di cover punk rigorosamente '77, a cui tra l’altro hanno collaborato Wayne Kramer (MC5) e Leonard dei Dickies.
Le vene di lucretia (it)
keywords:
Risorsa inserita il 15/05/2006, ultimo aggiornamento del 14/04/2023 (rate:1.74)
| |< | < | ... | 213 | 214 | 215 | 216 | 217 | 218 | 219 | 220 | 221 | 222 | 223 | ... | > | >| |
