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ven 09/04/2010

Concerto These new puritans


ARRIVA PER QUATTRO DATE DA HEADLINER UNO DEI GRUPPI PIU' ATTESI DELL'ANNO.

18 Gennaio 2010. La data di uscita di "Hidden". La data di pubblicazione del secondo album dei These New Puritans. La data in cui i fratelli Barnett distruggeranno definitivamente la vosta idea di musica pop. "Beat Pyramid" è stato un esperimento pop. Facile da imparare. Semplice nell'introdurvi nel groove da discoteca del singolo Elvis, per poi trascinarvi in un delirio di batterie.

"Hidden" è il passo successivo. Il basso scompare, le percussioni dominano, con soluzioni imprevedibili. Prodotto da Jack Barnette Graham Sutton (Bark Psychosis e Boymerang) e mixato da Dave Cooley (J Dilla, MF DOOM) l'album attinge equamente dai ritmi forsennati dei dancefloor che dal post-minimalismo del 20° secolo, con strumenti che rievocano l'epicità bombastica dell'opera (viene citato il Peter Grimes di Benjamin Britten) e il moderno pop americano. Brutale, sentimentale, ed è qualcosa che non avete mai udito prima.

"Hidden" cela dentro di sè i tamburi Taiko dal Giappone, macchinari di tredici pezzi, composti da fiati e ottoni, beat metallici, pianoforti, cori di bambini, le assurde tecniche di registrazione di Foley (tra cui la riproduzione di una testa umana che esplode fatta con un melone e dei cracker imburrati), e per finire la voce eterea, inquietante, di Heather Marlatt dei Salem.

"Siamo contro le 'sperimentazioni', contro le distorsioni, contro l'avanguardia. Io, perlomeno, sono per la narratività, la precisione, la chiarezza. Non sono uno di quei musicisti ossessionato dall'idea di ispezionare il proprio strumento nella ricerca di estrarne qualsiasi suono possibile o nel tentativo di ridurne il suono a qualcosa di incomprensibile." E' l'animo pop che fuoriesce dalle parole di Jack Barnett, leader della band.

"I musicisti e gli artisti che ammiro, siano essi Benjamin Britten o Supa Dups, ricevono la mia devozione in virtù della loro immediatezza".

Come ne suggerisce il nome, i These New Puritans sono un gruppo impegnato in una precisa missione. Originari di Southend-On-Sea, quella regione che ha creato e rigenerato un intero movimento musicale (The Horrors?) e formati da Jack Barnett, il gemello e modello George, Thomas Hein e Sophie Sleigh-Johnson, si sono creati un loro primo seguito di culto esibendosi al fianco di The Kills e Klaxons. Poi nel 2008 il loro primo album, e l'NME ne rimane talmente sconvolto che pubblica quanto segue: "un insieme di idee e una visione talmente singolare dell'esistenza che non dovrebbe appartenere a dei 20enni. Sono riusciti a creare il loro mondo imperfetto."

Ingiustamente vengono inseriti nella scena post-punk, originaria proprio di Southend, ma con un ascolto più attento al loro materiale ci sono elementi di dancehall, elettronica e lo sfavillio del pop post-Timbaland, mentre la struttura dinamica delle loro canzoni indica una ricerca musicale che li distingue dalle guitar band loro contemporanee. Con il primo album, i These New Puritans avevano solo iniziato a raccogliere le loro idee... e oggi a 20 anni, ne hanno ancora tante da esprimere.

Steve Reich, Britney Spears, le percussioni giapponesi, il grande compositore inglese Benjamin Britten, oiginario, come i These New Puritans, dell'estuario del Tamigi. Queste sono le fonti di ispirazioni della band. Un miscuglio assurdo, folle, eppure affascinante. Il proprietario della Domino Records fece un'offerta irrifiutabile alla Angular Records, solo per avere loro. Il buon Joe Daniels (proprietario dell'etichetta e chitarrista dei The Violets, e occasionale rimpiazzo nei Klaxons e negli stessi These New Puritans) accettò di buon grado.

Cosa poi ha sviluppato Jack Barnett rasenta la follia, o il sogno, per qualsiasi produttore... scambi email e discussioni via skype. Tamburi giapponesi alti 2 metri, una band di 13 componenti di ottoni e fiati (clarinetti, flauti, contrabassi, corni, tromboni, cornamuse... pensateci... forse c'è). Cori di bambini, reminiscenti dell'antica Grecia... una visione, un suono d'insieme che sposa una precisa etica pop.

"We Want War" è il primo singolo di "Hidden". Un brano epico di 7 minuti. E' online su Youtube, probabilmente lo avete già visto. Questo è quello che vi aspetta. Pop estremo... il suono delle nuove generazioni. Live è il beat della vita che vi penetra nel sangue. I These New Puritans non sono il solito gruppo post-punk della porta accanto: sono il prossimo passo della musica tra 20 anni, giunto ora in un'assurda distorsione spazio temporale.

Evento inserito il 25/03/2010, ultimo aggiornamento del 08/04/2010, visto 1931 volte (rate:5.81)
Artisti in concerto:
Locomotiv Club
Via Sebastiano Serlio, 25/2
Bologna

Informazioni sul locale:
(Nota: i dati sottostanti sono generici e potrebbero non essere validi per la serata specifica)
www.locomotivclub.it

Come raggiungere il Locomotiv Club:

Autostrada A14, proveniente da Firenze, Milano:
- uscire casello Casalecchio di Reno e proseguire in tangenziale fino all’uscita 7, via Stalingrado, direzione Bologna Centro. Svoltare a Destra in via della Liberazione. Nuovamente a destra in via Bigari e infine a destra in via Sebastiano Serlio.
Autostrada A14, proveniente da Ancona:
- uscire casello San Lazzaro di Savena e proseguire in tangenziale fino all’uscita 7, via Stalingrado, direzione Bologna Centro. Svoltare a Destra in via della Liberazione. Nuovamente a destra in via Bigari e infine a destra in via Sebastiano Serlio.
A13, proviente da Padova, immettersi in tangenziale, direzione San Lazzaro:
fino all’uscita 7, via Stalingrado, direzione Bologna Centro. Svoltare a Destra in via della Liberazione. Nuovamente a destra in via Bigari e infine a destra in via Sebastiano Serlio.

Da via Rizzoli, in prossimità delle due torri, Autobus numero 25 e 27, scendere in via Matteotti, cambiare autobus e prendere il numero 21 fermata Dopolavoro Ferroviario.

Dalla stazione prendere l’autobus numero 21 e scendere alla fermata Dopolavoro Feroviario.
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